Utility per chi suona

 

Home Page

Chi siamo

Cosa facciamo

Midi - Mp3

La fisarmonica

Amici

Utility

 

  

 

 

 

 

 

MUSICA - Didattica

Piano linx

Studia l'improvvisazione

 

MUSICA - Riviste

Soundlite

CLICCA QUI

E SCARICA GRATIS LE NOSTRE CANZONI

 

 

 

Oroscopo on line

Pagine Gialle

Pagine Bianche

Orario Treni

Orari aerei

Orari Conero Bus

Autostrade

Prezzi bassi

A scrocco

Tutto gratis

 

 

 

 

 

Siti Meteo

 

Agenzie di stampa

 

 

Meteo Live

Kw Meteo

Vai on line

Meteo Clik

Elenco siti

Assam Marche

Ansa Marche

Meteo Falconara

 

Adnkronos

 

 

 

Musicalnews

 

 

 

 

Questione di interpretazione
IL CONCERTO DI ARANJUEZ
di Giorgio Cerioni

 

Questione di interpretazione
LA CUMPARSITA
di Giorgio Cerioni

 

 

Per interpretare al meglio ogni canzone, risulta interessante conoscerne la storia. Il  "Concierto de Aranjuez" fu scritto nel 1939 dal più famoso compositore spagnolo del dopoguerra, Joaquin Rodrigo (1901-1999), che si trovava a Parigi per motivi di lavoro. Nel comporre il brano, Rodrigo si ispirò ad un luogo e ad un periodo storico preciso: Aranjuez,  una magnifica città situata a sud di Madrid, era la residenza estiva preferita dai Borboni, a cavallo del XVIII e XIX secolo, descritta come ". ..memorie di tempi antichi, dei magnifici giardini di Aranjuez con le loro fontane, i loro alberi, gli uccelli". La canzone racconta proprio della decadenza della città con l'implacabile trascorrere del tempo che, inesorabilmente, la priva dei fasti di un tempo. Il "Concierto" divenne subito  il cavallo di battaglia di molti chitarristi ed attualmente conta centinaia d'incisioni discografiche. Ecco il testo in italiano che sono riuscito a reperire:
ARANJUEZ,
E' SCESA ORMAI LA SERA SU DI TE
E SU QUESTO MIO VISO LEGGERAI
QUELLE CHE IL TEMPO HA SCRITTO già
IN UN GIORNO LONTANO...
ARANJUEZ,
LA TUA VOCE LENTA canterà
AL SOLE AL VENTO ED AL TEMPO CHE POI TUTTO PORTA VIA
QUESTA MIA STORIA CHE NON VIVO MAI
E TIENI
STRETTA SUL CUORE E SUGLI OCCHI TRASPARE LO SO
IN UN DOLCE SORRISO...
ARANJUEZ,
LA TUA ANTICA GLORIA NON C'E' più
ORA PIANGE UNA CHITARRA li CON TE
IL TUO BEL NOME NON C'E' più
E' SFIORITO IN UNA ROSA
ARANJUEZ,
LA TUA VOCE LENTA canterà
AL SOLE AL VENTO ED AL TEMPO CHE POI TUTTO PORTA VIA
QUESTA MIA STORIA CHE NON VIVO MAI
E RESTA
SCRITTA SUL CUORE SUGLI OCCHI TRASPARE LO SO
IN UN DOLCE SORRISO
ARANJUEZ
LA SERA E' qui
COI RICORDI CHE CI porterà
VUOLE DIRE A NOI
CHE NON SIAMO MAI SOLI...
ARANJUEZ, ARANJUEZ...


Le parole emanano tutto il dolore per una gloria perduta e mai dimenticata che si trasforma in essenza immortale attraverso il ricordo dell'anima che non ci farà sentire "mai soli".
I chitarristi mi perdoneranno ma amo eseguire questo brano iniziando con la voce clarinetto della fisarmonica, per descrivere, attraverso una tonalità in sol minore, tutti i rimpianti del passato che avvolgono inesorabilmente le mura assolate e silenziose di Aranjuez. In un crescendo di orgogliosa disperazione la voce  Bassoon cerca poi di richiamare i fasti di un tempo, ormai inesorabilmente scomparsi, sino al commovente finale, composto da tre forti accordi minori in levare, che simboleggiano le pugnalate inferte dal tempo alla gloria di  Aranjuez.

 

 

Su "Tango Caffè" ho trovato le parole del famoso tango di Matos Rodriguez  (1915),  scritte da Pascual Rodriguez ed Enrique Maroni.  Il poeta Celedonio Flores ne ha proposte altre, recitate, che ci possono aiutare nell'interpretare,  con il giusto sentimento, uno dei tanghi più sensuali .

LA CUMPARSITA - Versione italiana
Chiedo il permesso signori
questo tango, questo tango parla per me
e la mia voce tra i suoi suoni dirà
dirà perché canto così...
Perché quando ero piccolo
perché quando ero piccolo mi cullava un tango
la canzone materna per chiamare il mio sonno
e ascoltavo i lamenti dei bandoneones
sotto il pergolato del mio vecchio patio
perché vedevo la sfilata delle crudeltà
con i miei poveri occhi piangenti e aperti
e nella triste stanza dei miei buoni vecchi
la povertà cantò la sua canzone d'inverno
e io sono cresciuto nel tango,
modellato dal fango, dalla miseria
dalle amarezze che dà la povertà
dal pianto materno.
Dalla ribellione di chi è forte ma deve
incrociare le braccia quando viene la fame
e io sono cresciuto nel tango
perché il tango è maschio
perché il tango è forte.
Ha odore a vita
ha
il sapore della morte.
Perché ho amato molto
e perché mi hanno ingannato
e ho passato la vita morsicando sogni
perché sono un albero che non ha mai dato frutti
perché sono un cane che non ha padrone
perché nutro odi che non ho mai detto
perché quando amo
perché quando amo mi dissanguo in baci
perché ho amato tanto e non mi hanno amato
per questo canto con tanta tristezza
per questo
...

LA CUMPARSITA - Versione argentina
Pido permiso señores
este tango, este tango habla por mi
y mi voz entre sus sones dirà
dirà por que canto asì...
Por que cuando pibe
por que cuando pibe me acunaba en tango
la canciòn materna pa'llamar el sueño
y escuche el verongo de los bandoneones
bajo el emparrado de mi patio viejo
por que el des file de las inclemencias
con mis pobvre ojos llorosos y abiertos
y en la triste pieza de mis buenos viejos
canto la pobreza su canciòn de invierno
y yo me hice en tangos
me fui modelando, en barro, en miseria
en las amargoras que da la pobreza
en llantos de madre, en la rebeldia
del que es fuerte y tiene que
cruzar los brazos cuando el hombre viene
y yo me hice en tangos
por que el tango es macho
por que el tango es fuerte
Tiene odor a vida
tiene gusto a muerte
por que quise mucho
y por que me engañaron
y pase la vida masticando sueños
por soy un arbol que nunca diò frutos
por que soy un perro que no tiene dueño
por que tengo odios que nunca los digo
por que cuando quiero
por que cuando quiero me desangro en besos
por que quise mucho
y no me han querido
por eso canto tan triste
por eso...

 

 

 

La musica delle parole
ovvero
le frasi del cuore

 

 

Chi non è casto cerchi almeno di essere cauto (S. Ignazio)

Perché la morte ci trovi vivi e la vita non ci trovi morti
(A. Busi da "Amici
")

 

 

Bisogna essere svergognati ma raffinatissimi (A. Busi da "Amici")

Lo stile sta nel limite (A. Busi da "Amici")

 

 

L'uomo che non ha la musica dentro di se ed è insensibile agli accordi delle dolci melodie, è pronto per tradimenti, stratagemmi e rapine
The man that hath no music in himself, nor is not mov'd with concord of sweet sounds, is fit for treasons, stratagems and spoils
(W. Shakespeare - Il Mercante di Venezia).

Ogni musica che non dipinge nulla è un rumore.
Toute musique qui ne peint rien n'est que du bruit.
(D'Alembert - Discours préliminaire de l'Encyclopédie)

 

  Ti criticheranno sempre,
parleranno male di te
e sarà difficile che incontri qualcuno
al quale tu possa andare bene come sei.
Quindi:vivi come credi, fai cosa ti dice il cuore...
ciò che vuoi!
Una vita è un opera di teatro che non ha prove iniziali.
Canta,balla, ridi, ama...
E vivi intensamente ogni momento della tua vita...
Prima che cali il sipario
e l'opera finisca senza applausi. (Blue Clarinet)
   

 

Questione di interpretazione
IL VOLO DEL CALABRONE
di Giorgio Cerioni

 

 

 

 

Il Volo del calabrone e' sicuramente un cavallo di battaglia di molti fisarmonicisti virtuosi. Brano pieno di colore e ricco d'inventiva, composto nel '900 da Nikolaj Rimskij-Korsakov ispirato da un racconto di Puskin. Scrisse "La fiaba dello zar Saltan", una suite per orchestra suddivisa in 4 quadri: Addio e partenza dello zar, La zarina sul mare, Volo del calabrone, I tre miracoli.
Il terzo episodio e' il brevissimo Volo del calabrone, di straordinaria evocazione naturalistica che richiama perfettamente il ronzio dell'insetto e che narra la magica trasformazione del principe Guidon: egli, sotto le sembianze del calabrone, sorprende e punisce i nemici che lo hanno cacciato dal regno di suo padre Saltan.
Il pezzo richiede sicuramente una notevole dote tecnica ed un appropriato uso del mantice. Reperibile in varie versioni, anima il celebre spezzone del film "Shine" in cui il protagonista, scambiato per un barbone in un locale, viene invitato a suonare qualcosa, e lui esegue proprio il "volo del calabrone".
Chi era Nikolaj Rimskij-Korsakov?
Iniziò a studiare pianoforte a 6 anni, misurandosi ben presto con la composizione. Intraprese la carriera militare in Marina e continuò ad approfondire lo studio della musica anche durante i 3 anni passati sulla nave-scuola Almaz, nei quali rimase in corrispondenza con Balakirev, conosciuto nel '61. Nel '71, abbandonando la marina, accettò la cattedra di composizione e strumentazione al Conservatorio di San Pietroburgo. Si accostò anche a Ciajkovskij, con l'intenzione di consolidare sempre più il suo bagaglio culturale, mentre si delineava sempre di più il suo contrasto con le idee di Mussorgoskij. Nel '74 successe a Balakirev come direttore della "Scuola libera di musica", occupandosi anche della diffusione della musica russa. Nel 1905, per aver appoggiato una richiesta di autonomia del Conservatorio giudicata inopportuna, dovette dimettersi dall'insegnamento. Riacquistò il posto, tuttavia, grazie a diverse pressioni esercitate in suo favore. Nel 1905 organizzò un viaggio a Parigi con lo scopo di far conoscere la musica russa (in quell'occasione presentò il suo celebre "Bumblebee flight", il volo del calabrone). L'anno seguente, un malore improvviso pose fine alla sua esistenza.
La sua scuola fu decisiva per la formazione di molti musicisti russi. Compose Opere, 3 Sinfonie e altri pezzi per orchestra, un Concerto per pianoforte, lavori corali, pianistici, vocali. Il catalogo di musica da camera comprende un Sestetto per archi, un Quintetto per pianoforte e fiati, un Trio per pianoforte e archi, alcuni lavori per quartetto d'archi tra cui tre partiture scritte a più mani, e altre pagine tra le quali alcune per pianoforte a 3 e a 4 mani.


     
         

 

 

 

Chi siamo

Cosa facciamo

Midi - Mp3

La fisarmonica

Amici

Utility