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Barbara & C.
usa strumentazione e sistemi:

tratto
dal sito "Beltuna
Fisarmoniche"




grazie a

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Abbracciando un sogno:
la "mia" Beltuna...
La mia attuale fisarmonica è "nata" il primo luglio
2001, quando fu conclusa dalle abili mani di Nando
Mengascini e dei suoi collaboratori della ditta
"Beltuna" di Castelfidardo
(AN).
Non dimenticherò mai quando, qualche mese prima, ero arrivato nel laboratorio
artigiano di Nando, dopo aver trascorso un anno e mezzo nel provare
fisarmoniche di ogni genere.
Ero quasi convinto che lo strumento "dei miei sogni" non esisteva e, quasi rassegnato, avevo infilato le cinghie di
una "Beltuna" in esposizione, convinto di
provare, ancora senza risultato, l'ennesima fisarmonica.
Suonando solo poche note, rimasi affascinato e stupito dal quel suono che
avevo da tempo sognato e, come per incanto, si era finalmente materializzato
sotto le mie dita.
Avevo capito che non dovevo più percorrere molta strada per trovare ciò che
volevo: una Beltuna Prestige
IV, a 120 bassi in 4° e 5°
con una voce in cassotto, voci a mano
"Beltuna Professional".
Solo la professionale pazienza di Nando ha potuto soddisfare le mie richieste
"tecniche": il Musette
"tirato" per ottenere il suono più morbido e spazioso possibile; la
tastiera ribassata in modo da renderla veloce e sensibile; i registri
al canto che ritenevo superflui, sostituiti da quelli indispensabili,
replicati più volte, in modo da poter cambiare
agevolmente registro in ogni posizione della mano e ancora mille altre
"particolarità personali" comuni peraltro ad ogni fisarmonicista.
L'amplificazione al canto garantita dal bravo Sergio Domesi
della Logic System di Castelfidardo e dall'amico Guido Sbaffo,
attraverso l'installazione di 6 micro-microfoni
su staffa interna, analoghi a quelli montati sullo strumento del
fisarmonicista jazz Renzo Ruggeri.
Il lato estetico della fisarmonica, curato principalmente da Barbara, privilegia un nuovo colore blu notte perlinato,
esclusivo della Beltuna, con le scritte e le
incisioni in oro, rigorosamente fatte tutte a mano.
Il traforo è ornato da particolari perline scelte nei colori e nelle
dimensioni con un panno interno blu luminoso e il mantice
bianco.
Da allora, ogni volta che suono la "mia" Beltuna,
cerco di trasmettere a chi mi ascolta, le stesse emozioni che si provano
"abbracciando un sogno"...
G i o r g i o
Salve,
sono un ragazzo 17enne della Sicilia, grande appassionato di musica e
fisarmonicista. Il mio più grande apprezzamento va a Giorgio perché ha
scelto il migliore strumento del mondo: non la fisarmonica, ma la fisarmonica
"Beltuna". Ho conosciuto personalmente Pino di Modugno nel 2000
perché fu invitato nel mio paese per un concerto e quando ho visto cosa
tirava fuori da quello strumento sono rimasto veramente estasiato oltre a
constatare anche che è una persona squisitissima. Adesso grazie a lui anche
io sono un felice possessore di "Beltuna" e concordo pienamente col
suo modo di dire: "abbracciare un sogno".
Mario
Gatto (Italia)
tratto
dal sito "Beltuna
Fisarmoniche"
Gentilissimi
signor Giorgio, e signora Barbara,
sono Carlo dalla America/ vi scrivo in riguardo quanto tanto mi
piaciuto il video specialmente la canzone 'la vita è bella '. Mi faceva
ricordare tante cose specialmente papa' quando ero in italia anni fa'.....che
lui ci piaceva tanto ....la canzone, purtroppo non ce più. Mamma è con me,
ha 84
anni e vi manda tanti saluti ....mia mamma viene dal sud italia papa era north...
Io vi mando il mio video se volete potete guardarli sul you tube/ carlo
martini tcbthunder
spero di sentirvi o cantato sul rai / film con massimo boldi
ciao dal vostro fan amico Carlo USA bye
Carlo
Martini USA
t

Due
"Beltunisti": Giorgio e Pino di Modugno
La prima rudimentale fisarmonica è nata circa 4.000 anni fa in
Cina e veniva chiamata CHENG.
La fisarmonica moderna, invece, nasce a Berlino agli inizi dell''800, nella
bottega dell'artigiano Buschmann.
Nel 1863 un pellegrino in visita alla Santa Casa di Loreto sosta presso la
famiglia di Antonio Soprani: il figlio, appassionato di musica, prende spunto
dall'"accordeon" che il pellegrino aveva
al seguito per costruire uno strumento simile che poi, abilmente
perfezionato, avrà successo in tutto il mondo.
La "lettera agli artisti" di Papa Giovanni Paolo II
A pochi mesi dalla scomparsa di un "grande"
comunicatore, vogliamo farvi partecipi di una lettera aperta, scritta proprio
da Papa Wojtila ai suoi colleghi artisti in
occasione della Pasqua del 1999.
"Nessuno meglio di Voi artisti, geniali costruttori di
bellezza, può intuire qualcosa del pathos con cui Dio, all'alba della
creazione, guardò all'opera delle sue mani. Una vibrazione di quel sentimento
si è infinite volte riflessa negli sguardi con cui voi, come gli artisti di ogni tempo, avvinti dallo stupore per il potere arcano
dei suoni e delle parole, dei colori e delle forme, avete ammirato l'opera
del vostro estro, avvertendovi quasi l'eco di quel mistero della creazione a
cui Dio, solo creatore di tutte le cose, ha voluto in qualche modo associarvi
(...)
La pagina iniziale della Bibbia ci presenta Dio quasi come il modello
esemplare di ogni persona che produce un'opera: nell'uomo artefice si
rispecchia la sua immagine di Creatore (...) Chi crea dona l'essere stesso,
trae qualcosa dal nulla e ad ogni uomo è affidato il compito di essere
artefice della propria vita: in un certo senso egli deve farne un'opera
d'arte, un capolavoro (...)
L'artista, quando plasma un capolavoro, non soltanto chiama in vita la sua
opera, ma per mezzo di essa svela anche la propria personalità. Nell'arte
egli trova una dimensione nuova e uno straordinario canale di
espressione per la sua crescita spirituale. Attraverso le opere
realizzate, l'artista parla e comunica con gli altri (...)
Chi avverte in se questa sorta di scintilla divina che è la vocazione
artistica, -di poeta, di scrittore, di pittore,
di musicista...-avverte al tempo stesso l'obbligo di non sprecare questo
talento, ma di svilupparlo per metterlo al servizio del prossimo e di tutta
l'umanità.
La società, in effetti, ha bisogno di artisti, come
ha bisogno di scienziati, di tecnici, di lavoratori, di professionisti, di
testimoni della fede, di maestri, di padri e di madri, che garantiscano la
crescita della persona e lo sviluppo della comunità attraverso quell'altissima forma di arte che è "l'arte
educativa".
Gli artisti non solo arricchiscono il patrimonio culturale di ciascuna
nazione e dell'intera umanità, ma rendono anche un servizio sociale
qualificato a vantaggio del bene comune. Un artista consapevole di tutto ciò,
sa anche di dover operare senza lasciarsi dominare dalla ricerca di gloria
fatua o dalla smania di una facile popolarità, ed ancor meno dal calcolo di
un possibile profitto personale. C'è dunque un etica,
anzi una "spiritualità" del servizio artistico che, a suo modo,
contribuisce alla vita e alla rinascita di un popolo (...)
Ogni forma autentica d'arte è, a suo modo, una via d'accesso alla realtà più
profonda dell'uomo e del mondo. Come tale, essa costituisce un approccio
molto valido all'orizzonte della fede, in cui la vicenda umana trova la sua interpretazione compiuta (...)
La Chiesa ha bisogno dei musicisti. Quante composizioni sacre sono state
elaborate nel corso dei secoli da persone profondamente imbevute del senso
del mistero! Innumerevoli credenti hanno alimentato la loro fede alle melodie
sbocciate dal cuore di altri credenti e divenute
parte della liturgia...Nel canto la fede si sperimenta come esuberanza di
gioia, di amore, di fiduciosa attesa dell'intervento salvifico di Dio (...)
Con questa lettera mi rivolgo a voi, artisti del mondo intero, per
confermarmi la mia stima e per contribuire al riannodarsi di una più proficua
cooperazione tra l'arte e la Chiesa (...) Faccio appello specialmente a voi,
artisti cristiani:a ciascuno vorrei ricordare che l'alleanza stretta da
sempre tra Vangelo ed arte, al di là delle esigenze funzionali, implica
l'invito a penetrare con intuizione creativa, nel mistero di Dio incarnato e,
al contempo, nel mistero dell'uomo (...)
Sulla soglia ormai del terzo millennio, auguro a
tutti voi, artisti carissimi, di essere raggiunti da queste ispirazioni
creative con intensità particolare. Las bellezza che trasmetterete alle
generazioni di domani, sia tale da destare in esse
lo stupore!
Di fronte alla sacralità della vita e dell'essere umano, di fronte alle
meraviglie dell'universo, l'unico atteggiamento adeguato è quello dello
stupore (...)
Carol Wojtila
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